lunedì 3 novembre 2014

PIXEL vs INKIOSTRO


Nel pomeriggio del primo giorno, dopo aver aggiornato i nostri profili, abbiamo sperimentato alcune modalità per cimentarci nella realizzazione di infografiche e e-book con le tecnologie digitali (in particolare utilizzando i tablet) e in seguito abbiamo toccato con mano i supporti e manipolato i materiali per la costruzione di un libro di cartoncino colorato. I partecipanti hanno risposto con entusiasmo di fronte alle proposte, sebbene il mondo digitale, per chi vi si affacciava per la prima volta risultava leggermente ostico in fase iniziale, dopo un primo approccio più cauto, anche il touch screen ha riscosso grandi entusiasmi per la sua versatilità. La carta e la colla invece hanno sollevato gli animi anche dei più scettici, riportandoci in un ambiente più rassicurante.


Il senso di questa attività era mostrare quanto sia importante attivare tutte le competenze mettendo a disposizione diversi tipi di dispositivi, sia digitali, che “materici”, perché il nostro cervello, il cervello dei ragazzi, ha bisogno di entrambi i linguaggi per non perdere ciò che c’era prima di internet, ma anche per continuare a navigare nel mondo di oggi e di domani. Ciò che conta è capire quando è più saggio utilizzare una tecnologia, piuttosto che un’altra; come direbbe Mark Prensky, il coniatore della celebre metafora nativi/immigrati digitali: “Oggigiorno la necessità educativa più importante è quella di comunicare ai nostri giovani un forte senso del quando l’uso della tecnologia è saggio e quando invece è semplicemente intelligente o addirittura ottuso”. (M. Prensky, La mente aumentata, Erisckon, Trento 2013).

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